Amino All

descrizione

Formulazione a base di lisati proteici, derivati da tessuti ialini, elastici e fibro-cartilaginei di origine bovina, per la supplementazione proteica e l’ottimizzazione del metabolismo glucidico; fonte naturale di condroitin solfato e di amminoacidi purissimi, in forma levogira, in un rapporto bilanciato: ogni compressa ha un contenuto minimo del 92/97% di proteine ed un contenuto minimo di azoto proteico attivo del 16%. In caso di deplezione proteica, cachessia, carenze amminoacidiche, per favorire l’anabolismo muscolare; l’integrazione alimentare con gli amminoacidi contenuti nell’Amino All, facilita il processo digestivo nell’intero tratto gastro-enterico, svolgendo un’azione antinfiammatoria, coadiuvando il trattamento delle M.I.C.I., nelle disbiosi intestinali, nella candidosi, nelle parassitosi o nelle infezioni ricorrenti del tratto intestinale o respiratorio.

funzione degli amminoacidi
integrazione per lo stress
dimagramento e amminoacidi
B.C.A.A. per il recupero atletico
amminoacidi e disglicemia

codice prodotto: NW1415 – confezione 240 compresse – ingredienti:

Ogni tavoletta contiene 500 mg di proteine idrolizzate (amminoacidi), di origine bovina, che includono: L-alanina 40 mg, L-arginina 37,5 mg, acido L-aspartico 22,5 mg, acido L-glutammico 50 mg, L-glicina 95 mg, L-istidina 5 mg, L-idrossilisina 5 mg, L-idrossiprolina 60 mg, L-isoleucina 10 mg, L-leucina 15 mg, L-lisina 19 mg, L-metionina 3 mg, L-ornitina 1 mg, L-fenilalanina 10 mg, L-prolina 78,5 mg, L-serina 35 mg, L-treonina 10 mg, L-tirosina 3 mg, L-valina 14 mg. Altri ingredienti: stearina vegetale, cellulosa microcristallina, Oryza Sativa extract.

note

→ dosaggio: 2 compresse una o più volte al giorno: a seconda delle applicazioni e degli obiettivi della supplementazione il dosaggio può variare.
→ non idoneo per vegetariani e vegani.
gluten free – non contiene mais, sale, soia, amido, zuccheri, derivati del grano, lieviti.
→ le persone che assumono farmaci inibitori delle MAO (I-MAO) devono assumere cibi contenenti tiramina o tirosina con cautela e fare attenzione all’uso di integratori proteici.
→ in caso di fenilchetonuria (PKU) non assumere prodotti contenenti fenilalanina.

Nessuna affermazione riportata sulla presente pubblicazione è finalizzata alla cura di malattie diagnosticate o ignote: si consiglia sempre di riferire sintomi e disturbi al proprio medico curante e di informarlo d’eventuali integratori assunti per prevenire potenziali interazioni con farmaci. Nessuna delle affermazioni riportate, dei suggerimenti nutrizionali e delle ricerche riportate sono finalizzate alla diagnosi, alla cura o al trattamento di patologie e non dovrebbero essere considerate consiglio medico.

funzione degli amminoacidi

Gli aminoacidi sono numerosi in natura, ma solamente una ventina di loro partecipa alla formazione delle proteine che troviamo negli alimenti; una volta ingerite queste macromolecole vengono scomposte nei singoli aminoacidi grazie all’azione combinata di pepsina, acido cloridrico (a livello gastrico) ed enzimi pancreatici (nel duodeno): i singoli aminoacidi vengono poi assorbiti dall’intestino tenue ed utilizzati prevalentemente per la sintesi proteica, processo che ha lo scopo di fornire all’organismo i materiali per la crescita, il mantenimento e la ricostruzione delle strutture cellulari.

Alcuni aminoacidi, oltre a partecipare alla sintesi proteica, possono essere utilizzati come tali per svolgere funzioni particolari (intervengono nelle risposta immunitaria, nella sintesi di ormoni e vitamine, nella trasmissione degli impulsi nervosi, nella produzione di energia e come catalizzatori in moltissimi processi metabolici): qualora fosse necessario, il nostro organismo ha la possibilità di generare certi aminoacidi a partire da altri.

Dei venti che partecipano alla sintesi proteica solo otto non sono sintetizzabili e vengono per questo definiti aminoacidi essenziali: affinché la sintesi proteica avvenga, le loro concentrazioni relative devono essere ottimali: se anche uno solo di questi amminoacidi (definito, in questo caso, aminoacido limitante) è carente la sintesi proteica diventa inefficace; pertanto sono definiti essenziali quegli aminoacidi che l’organismo umano non riesce a sintetizzare in quantità sufficiente a far fronte ai propri bisogni. Nell’adulto, sono la fenilalanina, l’isoleucina, la lisina, la leucina, la metionina, la treonina, il triptofano e la valina, mentre durante il periodo dell’accrescimento agli otto ricordati ne va aggiunto un nono, l’istidina; si parla anche di aminoacidi semi-essenziali riferendosi alla cisteina e alla tirosina, in quanto l’organismo li può sintetizzare a partire da metionina e fenilalanina, oppure di aminoacidi condizionatamente essenziali (arginina, glicina, glutammina, prolina e taurina) intendendo quegli aminoacidi che ricoprono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’omeostasi e delle funzioni dell’organismo che in determinate situazioni fisiologiche o in alcune condizioni patologiche possono non essere sintetizzati a velocità o in quantità sufficiente per far fronte ai reali bisogni dell’organismo.

Amino All è in grado di offrire un pool amminoacidico di elevata qualità, pur non contenendo triptofano, rivelandosi utile nell’integrazione alimentare in caso di denutrizione o deperimento: l’elevato contenuto di aminoacidi a catena ramificata (B.C.A.A.), ovvero valina, isoleucina e leucina, permette all’Amino All di essere efficace come strumento per favorire la riparazione delle strutture proteiche danneggiate o per incrementare il metabolismo energetico, oltre a renderlo in grado di contrastare la produzione di acido lattico, di ostacolare l’appannamento mentale da affaticamento e di preservare le difese immunitarie (grazie allo stimolo sulla sintesi della glutammina).

integrazione per lo stress

Nelle situazioni di stress cronico, equiparabili fisiologicamente agli sforzi fisici prolungati, si verificano fenomeni di ipercortisolemia associati ad una riduzione del contenuto ematico di B.C.A.A. e di glutammina, normalmente utilizzati dall’organismo per ridurre l’iperammoniemia; questo fenomeno provoca un contestuale aumento degli amminoacidi aromatici, in particolare del triptofano, responsabile della sensazione di fatica a livello cerebrale, che è legato a livello circolatorio all’albumina. L’incremento di acidi grassi che si verifica nello stress, nell’attività fisica prolungata o nel digiuno, spiazza il triptofano dall’albumina (che è il carrier ematico comune), in quanto gli acidi grassi mostrano una affinità molto più elevata del triptofano: gli acidi grassi, competendo con quest’ultimo, lo liberano nel torrente ematico provocando, di conseguenza, un aumento della serotonina a livello centrale; se da un lato l’aumento della serotonina può ridurre le tendenze depressive, dall’altro causa un aumento dell’affaticamento ed un senso di appannamento nelle funzioni cerebrali.

Amino All mette a disposizione dell’organismo amminoacidi ad azione ergogenica ed adattogena: la presenza di aminoacidi a catena ramificata, di acido glutammico, di alanina, di acido aspartico, solo per citarne alcuni, sono importanti per produrre energia, così come ornitina e arginina aiutano l’eliminazione dei prodotti catabolici dell’elevato turnover cellulare, dipendente dallo stress cronico.

dimagramento e amminoacidi

Il razionale d’uso degli amminoacidi per dimagrire risiede essenzialmente nella loro capacità di preservare la massa muscolare dai fenomeni catabolici indotti dalla restrizione calorica: nel fasting (digiuno) o quando mangiamo meno del dovuto, l’organismo ricava energia non solo attingendo alle riserve adipose e glucidiche, ma anche demolendo le proteine muscolari per utilizzare a fini energetici gli amminoacidi che le compongono; i fenomeni catabolici a carico del tessuto muscolare contribuiscono a ridurre il metabolismo, e sono in parte responsabili del noto effetto yo-yo e del fallimento dei programmi dietetici troppo restrittivi.

Amino All offre una miscela amminoacidica in grado di sostenere sia i processi anabolici, sia lo smaltimento dei prodotti del catabolismo, in grado di sostenere e coadiuvare i processi di dimagramento; la sinergia con il Total Systemic D-Tox può rivelarsi vincente per favorire la detossicazione dell’organismo durante il dimagramento, così come l’integrazione con Total Lipotrophic ed il Total Mitochondria aiutano nella mobilizzazione e l’utilizzo dei grassi nella produzione dell’energia.

B.C.A.A. per il recupero atletico

Diversi studi hanno dimostrato che l’ossidazione degli aminoacidi a scopo energetico si verifica già nelle prime fasi dell’esercizio e acquisisce sempre più importanza con il perdurare e l’intensificarsi dello stesso; l’utilizzo dei B.C.A.A. a scopo energetico è legato alle scorte energetiche del corpo (lipidi e glucidi): tanto più queste sono ridotte e tanto maggiore sarà l’ossidazione dello scheletro carbonioso degli aminoacidi o, in parole più semplici, tanto meno ci sia disponibilità di glucosio, tanto più verranno utilizzati gli amminoacidi per produrre energia, soprattutto in condizioni di stress o di intensa attività fisica.

Infatti l’attività muscolare di endurance, particolarmente se prolungata, è caratterizzata dall’utilizzazione deli amminoacidi come fonte energetica, creando una riduzione della sintesi proteica: questa degradazione dell’anabolismo proteico si prolunga anche nella prima fase di recupero riducendo la capacità di rigenerazione delle fibre muscolari danneggiate; al termine dell’esercizio fisico il fenomeno di proteolisi permane elevato per diverse ore e viene in parte compensato da un significativo aumento della sintesi proteica muscolare che però può avvenire efficacemente solamente alla presenza di sufficienti precursori metabolici. L’entità di questi due fenomeni è correlata all’intensità del lavoro svolto, alla disponibilità plasmatica di aminoacidi e alla loro velocità di trasporto all’interno della fibra muscolare, pertanto l’assunzione di un integratore a base di aminoacidi come l’Amino All, nelle 24/48 ore successive a intensi o prolungati sforzi muscolari è efficace ai fini del recupero e/o della crescita muscolare, migliorando non solo l’aumento della massa muscolare efficace(in particolare per la presenza di amminoacidi ramificati), ma riduce anche la fatica muscolare, incrementando l’eliminazione di urea e la vascolarizzazione periferica (glutammina, ornitina e arginina) ed il rilassamento (acido glutammico).

amminoacidi e disglicemia

L’utilizzo di amminoacidi permette di incrementare il rapporto proteine/carboidrati da un punto di vista nutrizionale, favorendo un maggior controllo glicemico, riducendo l’iperattivazione insulinica e favorendo la secrezione di glucagone non solo nel digiuno e nello stress, ma anche nelle fasi ipoglicemiche postprandiali.

Il glucagone è un ormone di natura proteica, sintetizzato dalla parte endocrina del pancreas (cellule α delle isole del Langerhans), sintetizzato e rilasciato in risposta al calo della glicemia; è un antagonista dell’insulina e con la sua azione promuove la glicogenolisi a livello epatico (produzione di glucosio a partire dal glicogeno), inibisce la glicogenosintesi e stimola la gluconeogenesi (produzione di glucosio a partire da alcuni aminoacidi, cioè valina, isoleucina e leucina, grazie alla loro porzione alifatica, dall’acido lattico e dal glicerolo). Viceversa, il glucagone non stimola la glicogenolisi muscolare (che invece è sensibile all’azione dell’adrenalina), interviene nel metabolismo lipidico (stimolando la mobilitazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo, favorendo la loro ossidazione ed inibendone la sintesi), favorisce la sintesi surrenalica di catecolamine ed aumenta la forza di contrazione del cuore (azione inotropa positiva).

Alcuni amminoacidi, definiti con l’acronimo I.A.A. (dall’inglese «insulinogenic ammino acids») sono in grado di stimolare, in maniera più o meno marcata, la produzione di insulina; fra le proprietà di questo ormone, l’azione ipoglicemizzante risulta quella più nota e significativa, vista la sua capacità di favorire la riduzione degli zuccheri (glucosio) a livello ematico, stimolandone il trasporto verso i tessuti che fungono da siti di stoccaggio o di riserva: l’intervento dell’insulina non si manifesta esclusivamente sulla componente glucidica ma è finalizzato precipuamente a favorire il trofismo dei tessuti, in quanto permette l’utilizzazione degli amminoacidi a scopo anabolico, potenziando la produzione di altri ormoni come il GH, che incrementa a sua volta la produzione dell’ormone anabolico IGF1, e il testosterone.

Leucina, isoleucina, valina, lisina e, soprattutto, arginina sono maggiormente dotati della proprietà insulinotropica; i primi tre (amminoacidi ramificati) sono caratterizzati dalla peculiarità di non venire metabolizzati a livello epatico, venendo captati direttamente dal tessuto muscolare che li utilizza come donatori di azoto per la sintesi di altri importanti aminoacidi, come la glutammina e l’alanina, esercitando un’azione anti-catabolica: la presenza di questi amminoacidi incrementa la tolleranza al glucosio, incrementando la produzione di energia in modo più efficace. La secrezione di insulina in seguito ad un pasto proteico promuove l’uptake e l’utilizzazione di amminoacidi per la sintesi di proteine muscolari mentre contrasta il processo inverso, ovvero la proteolisi derivante dal catabolismo proteico che promuove l’utilizzo di amminoacidi a scopo energetico per gluconeogenesi, principalmente durante il digiuno o in risposta allo stress.

Insulina da un lato, GH (tramite l’attivazione del IGF1) e glucagone hanno funzioni metaboliche apparentemente antitetiche, ma in realtà non sono sempre antagonisti, in quanto mostrano un’azione sinergica di rilievo come conseguenza dell’introduzione alimentare di sole proteine, favorendo la proteosintesi, la lipolisi ed il mantenimento dell’omeostasi glicemica: la crescita anabolica è garantita esclusivamente dalla loro secrezione contemporanea, poiché ognuno di essi svolge una specifica attività, distinta da quella dell’altro. Venendo meno l’assunzione dietetica di proteine (amminoacidi), l’azione del GH non si traduce in anabolismo proteico, poiché questa azione è svolta dall’insulina e IGF1: nei casi di digiuno, quando la secrezione di GH avviene senza la sinergia di questi ultimi, esso svolge altri ruoli metabolici tra cui la lipolisi, ma non la proliferazione dei tessuti; è la somministrazione di carboidrati che determina un reale antagonismo tra GH (e glucagone da un lato ed insulina dall’altro.

L’utilizzo dell’Amino All può rivelarsi utile per sfruttare l’azione antagonistica del glucagone all’iperinsulinemia, fattore chiave negli aumenti di peso, facilitando l’utilizzo dei grassi e favorendo alti livelli energetici anche in assenza di assunzione carboidrati, facilitando una diminuzione del senso di fame ed incrementando l’energia corporea; l’incremento della componente amminoacidica può essere sfruttato per incrementare la sinergia fra insulina, glucagone e GH, ottenibile proprio dall’aumentato apporto proteico, soprattutto nelle fasi di stress, digiuno e intensa attività fisica. Anche l’aumento dell’introduzione di sostanze chiave come ornitina e arginina (Total Arginine), con la loro proprietà di aumentare la perfusione periferica e l’eliminazione dell’urea, sono elementi che permettono una migliore gestione dello stress e del recupero psico-fisico.

L’uso contestuale e sinergico di nutraceutici come il Complete Gluco-D o il Total Alpha Lipoic Acid può rivelarsi particolarmente utile anche in situazioni limite quali la presenza di disglicemie o diabete, potendo non solo minimizzare gli effetti negativi della glicazione, ma ottimizzare l’utilizzo della componente glucidica e lipidica, preservando la distruzione della massa magra e diminuendo gli effetti dell’infiammazione cronica a basso livello, oltra ad incrementare la perfusione periferica (aumento del NO) e ridurre la resistenza all’insulina.

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