carboidrato

definizione

Noti in ambito biologico con il nome di glucidi e in ambito chimico come zuccheri, sono letteralmente “idrati del carbonio” ovvero sostanze formate da carbonio ed acqua; il nome di carboidrati fu introdotto nella letteratura chimica perché i primi composti studiati rispondevano alla formula generale Cn (H2O)n e forma molecolare (CH2O)n, mostrando un rapporto fra idrogeno e ossigeno uguale a quello con cui sono presenti nell’acqua: tale relazione è presente anche in molti altri composti che non appartengono alla famiglia dei carboidrati e, parimenti, alcuni carboidrati contengono idrogeno e ossigeno in un rapporto diverso da quello che si osserva per l’acqua (2:1). Dal latino carbo– (→ carbone, contenente carbonio) e idrato (→ di composto che contiene una o più molecole di acqua), derivato dal greco ὑδρο– (hýdō– → acqua) ed –ato, suffisso con cui sono formati i nomi dei sali e degli esteri.

Insieme a proteine e lipidi, i carboidrati sono i componenti principali della materia vivente avendo un’importanza fondamentale nella vita delle piante e degli animali: sono sostanze necessarie al mantenimento dell’attività funzionale delle cellule e costituiscono materiali strutturali e di riserva; le piante verdi sono gli unici esseri viventi in grado di sintetizzare i carboidrati partendo dall’anidride carbonica e dall’acqua, grazie alla presenza di clorofilla e mediante energia derivata dalla luce solare (fotosintesi clorofilliana).

Chiamati anche saccaridi, possono essere suddivisi in:

monosaccaridi – che sono le unità strutturali più semplici, i quali, a loro volta vengono classificati sulla base del numero di atomi di carbonio costituenti la catena (triosi, tetrosi, pentosi, esosi …) e del gruppo funzionale (aldeidico o chetonico), distinguendosi perciò in aldosi e chetosi: esempi sono il ribosio, il glucosio, il fruttosio o il galattosio;

disaccaridi – formati dall’unione di due monosaccaridi: saccarosio (glucosio + fruttosio), lattosio (glucosio + galattosio) e maltosio (glucosio + glucosio);

⇒ oligosaccaridi – polimeri a basso peso molecolare costituiti da pochi monosaccaridi uniti tra loro;

⇒ polisaccaridi – polimeri ad alto peso molecolare formati da numerose molecole di monosaccaridi o di loro derivati; a loro volta, i polisaccaridi, possono essere suddivisi in omopolisaccaridi (come il glicogeno) e in eteropolisaccaridi, come i GAG (glicosamminoglicani) costituiti da una coppia di monosaccaridi diversi che si ripetono in lunghissime sequenze polimeriche a elevatissimo peso molecolare.

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