Hypo-D

Hypo-D

formulazione a base enzimatica e sostanze stimolanti l’attività gastrica

Il primo passo verso un miglior equilibrio e la salute è l’attività digestiva: un processo inefficace è spesso causato, oltre che all’azione che lo stress esercita sull’apparato gastro-intestinale, da cattive abitudini alimentari, fast-fooding (intendendo non solo il ricorso a cibi precotti, ma anche il mangiare di corsa), scarsa abitudine a masticare il cibo impedendone una corretta insalivazione e ricorrendo alla pratica di ingoiare.

A queste dannose inclinazioni si aggiunge spesso la tendenza all’areofagia, l’uso di medicamenti, una dieta che di sovente risulta squilibrata o paco adatta ai tempi dedicati al mangiare od alla attività cui ci accingiamo nel periodo postprandiale; mancanza di sonno, eccesso di lavoro, malattie, abusi alimentari o di alcolici, fumo, tossine ambientali ed inquinanti sono cause frequenti di stress: a queste si possono sommare situazioni emotive quali la pressione derivante da scadenze personali o professionali, cambiamenti improvvisi di stile di vita (nascite, morti, matrimoni, separazioni o divorzio, cambiamenti di lavoro…), stress ambientali (rumori, esposizioni a variazioni di temperatura o temperature estreme) e tante altre situazioni.

La creazione di gas gastrico, con la formazione di eruttazioni, o intestinale per fenomeni fermentativi, dolori gastrici e pirosi (senso di bruciore), reflusso gastrico e rigurgiti acidi sono tutti indicatori di una cattiva digestione: molte persone con difficoltà digestive o, per paradosso, fenomeni di acidità gastrica, reflusso esofageo o ernia iatale hanno, in realtà, scarse concentrazioni di acido cloridrico a livello dello stomaco: oltre a limitare l’azione chimico-meccanica digestiva, questa ipocloridria impedisce ai recettori nervosi di facilitare il transito del chimo gastrico verso il duodeno e inibisce la secrezione di enzimi pancreatici, favorendo fenomeni di fermentazione gastrica.

La progressiva diminuzione dell’acidità gastrica, dovuta all’età o a situazioni di stress, diventa un fattore predisponente a manifestazioni poliedriche nei sintomi e spesso misconosciute o confuse: intolleranze alimentari, manifestazioni asmatiche, problemi cutanei, stipsi o diarrea sono alcuni fra gli innumerevoli sintomi riconducibili ad un processo digestivo inefficace. La stessa patogenicità dell’Elicobacter Pylori, battere commensale saprofita presente comunemente nell’ambiente gastrico, è riconducibile ad una diminuita secrezione acida da parte dello stomaco. Recenti studi confermano il ruolo saprofitico svolto dall’ Elicobacter Pilori, come regolatore della secrezione acida dello stomaco, confermando che tale battere si rivela patogeno solamente in un numero limitato di soggetti geneticamente “sensibili” all’azione del battere. L’attuale tendenza a trattare con antibiotici le cosiddette infezioni da questo battere, oltre a non provare l’eradicamento definitivo, sembrano favorire la formazioni di tumori esofagei, per la mancata azione di controllo svolta dal battere.

La mancanza di acido a livello gastrico causa una maggiore incidenza della proliferazione batterica, parassitaria e virale nei tratti a valle dello stomaco stesso[1] oltre ad alterare il processo di assorbimento dei sali minerali che non sono catalizzati. Risulta ampiamente documentata la relazione fra ipocloridria (sia essa primaria o iatrogena) e l’insorgenza di asma[2], allergie[3] e calcolosi biliare[4]. Il luogo comune, alimentato anche da una certa pubblicistica medica, sostiene che il problema di gastrite ed ulcera sia dovuto all’eccessiva secrezione di acido all’interno dello stomaco ma l’ipercloridia primaria è un fenomeno piuttosto limitato. Spesso il vero problema è una diminuzione del film mucoso protettivo della parete dello stomaco, dovuto a fenomeni di stress: il risultato finale di tale processo, cioè del fenomeno stress – diminuzione della protezione della parete – dolore – stress – diminuzione dell’acidità gastrica, esacerbato spesso dall’uso indiscriminato di prodotti antiacidi, porta all’inevitabile carenza di sostanza che potrebbero combattere lo stress stesso, ovvero la causa. L’uso, poi, di alimenti raffinati induce alterazioni del profilo enzimatico sia a livello gastrico che duodeno-digiunale, compromettendo quel delicato sistema informazionale che è costituito dai neuropeptidi prodotti dall’apparato gastro-intestinale stesso, con ripercussioni non solo sul piano alimentare, ma anche su quello neurologico ed immunitario. La mancata digestione, inoltre, limita l’assorbimento di sostanze che fungono da molecole informazionali per il sistema nervoso, interferendo con il senso di sazietà che deriva dalla digestione degli alimenti e inducendo, pertanto, la necessità di introdurre cibo in quantità maggiori rispetto ai reali bisogni.

Per aiutare l’organismo a ricreare un corretto processo digestivo, il ricorso a integratori a base di sostanze stimolanti la naturale produzione di acido da parte dello stomaco e/o di enzimi che facilitino il processo digestivo si rivela spesso un’arma vincente non solo sul miglioramento della sintomatologia locale ma anche sull’intero sistema corporeo. L’Hypo-D è un prodotto studiato per migliorare sia la fase gastrica che quella duodenale della digestione. Un processo unico è utilizzato per rivestire la compressa di due differenti strati di granulazioni che permettono una cessione programmata dei principi attivi: il risultato finale è che la Betaina HCl, l’Ac. L-Glutammico HCl, la Pepsina e la Papaina contenuti nel prodotto si dissolvono nello stomaco, incrementandone l’attività, mentre la Pancreatina, l’Amilasi, la Pancrealipasi e la Bromellina, la Bile bovina e gli estratti di Parotide non vengono resi attivi fino al raggiungimento del duodeno, dove sono necessari per incrementare l’azione digestiva.

L’Hypo-D dovrebbe essere scelto come supporto nutrizionale per tutti quei soggetti che presentano sintomi d’insufficiente secrezione di acido a livello gastrico e che necessitino di un supporto digestivo. Con l’invecchiamento, il nostro corpo produce minori quantità di acido cloridrico, una sostanza fondamentale nei processi digestivi, sia per la sua azione diretta che per la sua azione d’attivazione degli enzimi gastrici e pancreatici. L’ipocloridria impedisce un’adeguata riduzione del pH gastrico, favorendo la proliferazione microbica.

Ingredienti attivi, per ogni tavoletta, ad azione bifasica:

→   fase gastrica

 

 

ü  Betaina HCl

 

155,00 mg

ü  Pepsina

 

105,00 mg

ü  Acido L-Glutammico HCl

 

100,00 mg

ü  Papaina

 

50,00 mg

→   fase duodenale

 

 

ü  Pancreatina

 

100,00 mg

ü  Bile Bovina

 

65,00 mg

ü  Pancrealipasi

 

50,00 mg

ü  Amilasi

 

30,00 mg

ü  Bromellina

 

30,00 mg

ü  Parotide concentrata

 

2,00 mg

 Non contiene aggiunte di zucchero, sale, lievito, farina di grano o mais, derivati del latte, conservanti, colori artificiali, dolcificanti o additivi. L’azione sinergica dei singoli componenti presenti nel preparato riduce il fabbisogno di ogni singola sostanza, amplificandone l’azione biologica. In alcuni studi riportati, al fine di ottenere risultati clinici, sono consigliate dosaggi elevati dei singoli principi attivi; il medesimo effetto biologico viene ottenuto grazie alla sinergia dei componenti.

Codice prodotto: NW1470 – Non adatto per Vegetariani e Vegan.             Quantità per confezione: 90 compresse.

farmacopea:

Betaina HCl (Tri-metil-glicina Cloridrata – C5H12NO2Cl): sorgente naturale di acido idrocloridrico, aiuta la scomposizione e la digestione delle proteine, dei grassi e dei carboidrati a livello gastrico; riduce la colonizzazione batterica, parassitaria e virale dello stomaco. Attraverso la sua azione chimica incrementa l’assorbimento dei sali minerali ed altri nutrienti[5],[6], [7]. L’acido idrocloridrico attiva gli enzimi chimotripsina e tripsina. Esistono associazioni evidenti fra l’insorgenza di artriti reumatoidi e ipocloridria gastrica che fanno sospettare una relazione fra lo sviluppo di allergeni dovuto a cattiva digestione proteica e le patologie autoimmuni. La sua azione stimolante la funzionalità gastrica svolge un’azione positiva per l’organicazione del ferro alimentare e l’assorbimento della vitamina B12 e dell’Acido Folico, rivelandosi utile, pertanto, nei casi di anemie sideropeniche, ipocromiche o megaloblastiche: queste ultime sono infatti associate a glossite atrofica e gastriti croniche che ottengono miglioramenti significativi dal trattamento con betaina. L’aumento dell’acidità gastrica si rivela utile nel trattamento delle candidosi, febbre da fieno, alterazioni tiroidee ed infezioni dell’orecchio interno[8]. La betaina svolge anche un’azione lipotrofica, prevenendo l’accumulo di sostanze grasse a livello epatico e favorendo i processi di detossificazione[9].

Pepsina: enzima proteolitico che incrementa la digestione delle proteine, agendo come antinfiammatorio e svolgendo azione preventiva nei confronti dell’insorgenza delle allergie. La presenza di quantità adeguata di enzimi proteolitici è importante per prevenire fenomeni fermentativi e formazione di gas, corresponsabili della dilatazione gastrica; la sua azione è di supporto fondamentale ai processi digestivi in caso d’insufficienza pancreatica. I virus a rivestimento proteico possono essere distrutti dagli enzimi proteolitici, causando l’inattivazione del virus stesso.

Acido L-Glutammico HCl: la componente acida svolge le medesime funzioni della Betaina HCl mentre il vettore amminoacidico (l’Acido. Glutammico) aiuta nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi, svolgendo un’azione di disintossicazione dei tessuti dall’ammoniaca che viene convertita in glutammina. La glutammina svolge un’azione riparatrice sulle membrane gastriche, facilitando il processo di guarigione delle ulcere peptiche. La glutammina è necessaria sia come fonte energetica a livello intestinale sia come precursore per i processi riparativi e rigenerativi dei villi intestinali, favorendo i processi assimilativi dei principi attivi. Svolge un’azione protettiva della flora microbica saprofitaria contro l’avvelenamento da alcolici: la presenza di glucosammina riduce il desiderio di zuccheri e alcolici, che sono notoriamente tossici nei confronti della flora  batterica intestinale. Rientra come componente dell’Acido Folico e del GTF (fattore di tolleranza al glucosio).

Papaina: o pepsina vegetale, è un enzima proteolitico che si estrae dal frutto immaturo della Carica Papaya. In ambiente neutro o leggermente alcalino, ha la proprietà di sciogliere gli albuminoidi convertendoli in peptoni, in sostanze cioè facilmente solubili e diffusibili, capaci quindi di essere assorbite e assimilate. Viene usata come surrogato dei fermenti gastrici; aiuta il processo digestivo delle proteine e ha un’azione lenitiva sullo stomaco. L’apporto di enzimi proteolitici svolge un’azione preventiva sui sintomi quali cattiva digestione e  pirosi, migliorando il processo stomatico e favorendo l’assorbimento dei nutrienti. La papaina aiuta la digestione e rende inoffensivo il glutine nei malati di Morbo Celiaco. Gli enzimi proteolitici sono in grado d’incrementare l’azione immunitaria, specialmente nei soggetti affetti da Herpes Zoster.

Pancreatina: per pancreatina s’intende una miscela di enzimi pancreatici quali amilasi, lipasi, and tripsina, che agiscono a livello duodenale garantendo la digestione di proteine, carboidrati e grassi.

Bile bovina: donatore di acidi e sali biliari che aiutano l’emulsificazione dei grassi, facilitandone la digestione, svolgendo un’azione ipocolesterolemizzante e preventiva sulla formazione di calcoli biliari. Facilita i processi di disintossicazione epatica.

Pancrealipasi: enzima lipolitico che trasforma i grassi in acidi grassi e gliceroli: l’apporto alimentare di enzimi aumenta la capacità di assorbimento di acidi grassi essenziali.

Amilasi: miscela di enzimi che digeriscono i carboidrati.

Bromellina: enzima proteolitico derivato dall’ananas (Ananas Comosus), parzialmente assorbito dal corpo, che oltre all’azione digestiva svolge un’azione antinfiammatoria[10] e ed anticoagulante. Assunto in combinazione con altri enzimi proteolitici e bile bovina favorisce il processo digestivo[11].

Parotide: i concentrati di tessuto parotideo stimolano l’attività delle ghiandole salivari. La saliva contiene enzimi digestivi, spesso sottovalutati, che iniziano il processo di scissione degli amidi e favoriscono l’insalivazione. Nella saliva è contenuta la lattoferrina che ha un’azione preventiva sui processi di perossidazione, facilita l’assorbimento e l’utilizzazione del ferro e favorisce lo sviluppo di una sana flora batterica intestinale. Le defensine contenute nella saliva svolgono un’azione di stimolazione del sistema immunitario e un effetto antibatterico ed antivirale.

Azioni ed Indicazioni:

  • Per la riattivazione della funzionalità gastrica.
  • Allergie alimentari, intolleranze nutrizionali.
  • Disbiosi, micosi, parassitosi intestinali.
  • Reflusso esofageo, ernia iatale, fermentazione gastrica o intestinale.
  • Difficoltà digestive.
  • Gastriti, duodeniti, enteriti.

Controindicazioni – Precauzioni – Effetti Collaterali – Interazioni Farmacologiche:

  • Non rompere la pastiglia. La compressa deve essere deglutita intera; non masticare.
  • Sconsigliato in caso di gravi gastriti; da non assumersi in presenza di ulcere.
  • L’uso contestuale di aspirina, FANS, COX2-inibitori e corticosteroidi deve essere considerato un comportamento a rischio, in quanto tali farmaci, in presenza di ambiente acido, possono favorire il sanguinamento della parete gastrica.

Dosaggio:

  • Adulti: 1/2 compresse, da assumersi subito prima o durante il pasto, 3 volte il giorno.

[1] Giannella RA, Broitman SA, Zamcheck N. Influence of gastric acidity on bacterial and parasitic enteric infections. Ann Int Med 1973;78:271-6.

[2] Gillespie M. Hypochlorhydria in asthma with specific reference to the age incidence. Quart J Med 1935;4:397-405.

[3] Kokkonen J, Simila S, Herva R. Impaired gastric function in children with cow’s milk intolerance. Eur J Ped 1979;132:1-6.

[4] Fravel RC. The occurrence of hypochlorhydria in gall-bladder disease. Am J Med Sci 1920;159:512-7.

[5] Murray MJ, Stein N. A gastric factor promoting iron absorption. Lancet 1968;1:614.

[6] Russell RM et al. Correction of impaired folic acid (Pte Glu) absorption by orally administered HCl in subjects with gastric atrophy. Am J Clin Nutr 1984;39:656.

[7] Ivanovich P et al. The absorption of calcium carbonate. Ann Intern Med 1967;66:917.

[8] Challem, Jack. “Navigating the labyrinth: 30 things you need to know about nutritional supplements.” Vegetarian Times (January 1998), no. 245: 66-67.

[9] Gormley, James J. “Healthful weight loss includes L-carnitine, chromium, and lipotropics.” Better Nutrition 58, no. 5: 40-41.

[10] Izaka K, Yamada M, Kawano T, Suyama T. Gastrointestinal absorption and anti-inflammatory effect of bromelain. Jpn J Pharmacol 1972;22:519-34.

[11] Balakrishnan V, Hareendran A, Nair CS. Double-blind cross-over trial of an enzyme preparation in pancreatic steatorrhea. J Assoc Physicians India 1981;29:207-9.

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