effetto collaterale

definizione

Un farmaco, o una sostanza dotata di un’azione farmacologica o biologica, oltre a provocare l’effetto fondamentale (o desiderato) per cui è stato somministrato, può causare anche uno o più effetti secondari che, a seconda degli esiti o delle modalità di manifestazione o espressione, possono essere definiti effetti collaterali (side effect), fenomeni avversi o reazioni avverse (adverse reaction); lo stesso può verificarsi come conseguenza di trattamenti o di terapie corporee, psicologiche o somato-emotive.

Secondo la definizione ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità si definisce effetto collaterale «qualsiasi effetto non intenzionale di un farmaco che insorga alle dosi normalmente impiegate nell’uomo e che sia connesso alle proprietà del farmaco»; gli elementi essenziali in questa definizione sono la natura farmacologica degli effetti, che il fenomeno non è intenzionale e che non vi sia palese sovradosaggio, anche se il concetto può essere esteso alle altre forme di terapie non necessariamente farmacologiche.

Effetti collaterali ed effetti indesiderati possono essere considerati sinonimi, intendendo descrivere uno o più effetti non intenzionali, non previsti o non desiderati, anche se non necessariamente nocivi, che insorgono alle dosi normalmente impiegate, connesse alle proprietà del farmaco e legati all’azione farmacologica della sostanza terapeutica utilizzata. Alcuni effetti collaterali sono lievi o considerabili “banali”, altri possono essere decisamente più gravi e pericolosi: solitamente, per quello che riguarda i farmaci, quelli conosciuti sono elencati nel cosiddetto “bugiardino”, il foglietto illustrativo allegato al prodotto.

effetti collaterali: conseguenze non volute

Il concetto intrinseco nell’idea di collaterale è qualcosa che avviene parallelamente, a latere, dall’evento principale: derivato dal latino collateralis, composto di cum- (→ unione, partecipazione, collegamento) e latus (→ fianco), indica ciò che «sta a lato o di fianco», o «che si fa, o avviene, o si sviluppa insieme con altro, parallelamente ad altro, come fatto o fenomeno concomitante e, spesso, secondario» indica delle manifestazioni causate da quanto assunto o subito, che non sono utili alla cura della malattia per la quale esso è stato prescritto, e possono anche essere nocivi o comunque indesiderati; tutto ciò che è ottenuto intenzionalmente o come effetto di un sovradosaggio non può essere considerato un effetto collaterale.

Tutti i farmaci o le sostanze biologicamente attive, così come le azioni terapeutiche, possono presentare effetti collaterali: l’importanza della sintomatologia e l’entità degli effetti collaterali (potenziali o usuali) debbono essere considerati per valutare l’opportunità del trattamento ed i vantaggi rispetto alle conseguenze; molto spesso, dato che gli effetti collaterali di un farmaco sono conosciuti, occorre preventivarli e, se possibile, agire al fine di ridurne l’impatto.

Talvolta gli effetti collaterali sono connessi alle proprietà del farmaco, potendo essere considerati, in un certo senso, effetti secondari: un esempio possono essere la maggioranza degli antinfiammatori che, agendo sugli enzimi COX 1 e COX 2 (cicloossigenasi), modificano la produzione delle prostaglandine con possibili effetti gastro-lesivi o irritativi sulla mucosa gastrica, per la conseguente diminuzione del muco; ugualmente la xerostomia da anticolinergici deve essere un effetto collaterale usuale, potendo essere considerato un effetto secondario, dose dipendente. Un esempio di effetti collaterali ed indesiderati è sicuramente l’ototossicità vestibolare e uditiva, spesso irreversibile, che causa danni uditivi e acufeni, provocata da lunga terapia con aminoglicosidi, famiglia di antibiotici come la streptomicina, la gentamicina o la neomicina.

Anche se il confine può essere molto sottile, da un lato il concetto di effetto secondario sfuma in quello di effetto collaterale, dall’altro l’effetto collaterale può avvicinarsi a quello di effetto tossico, termine utilizzato per descrivere gli effetti negativi di un farmaco legati alla sua tossicità intrinseca o al sovradosaggio; spesso, nell’uso comune, il concetto di effetto collaterale viene confuso con quello di reazione avversa a farmaco, cioè con l’effetto dannoso e non voluto, legato all’azione del farmaco, o di evento avverso, ovvero qualsiasi fenomeno patologico che abbia un nesso temporale, ma non necessariamente causale, con la somministrazione del farmaco.

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