Complete FM

 

supporto nutrizionale per migliorare muscolatura e articolazioni,

in particolare nei soggetti affetti da fibro-mialgia

Ingredienti attivi, ogni due tavolette:

ü  Acido Malico (malato – citrato)

 

588,00 mg

ü  Magnesio (malato – citrato)

 

118,00 mg

ü  Calcio (citrato)

 

20,00 mg

ü  Zinco (malato)

 

12,00 mg

ü  Glucosammina Solfato

 

50,00 mg

ü  Lecitina

di cui Fosfatidil-Colina

12,00 mg

26,00 mg

ü  L-Leucina

 

22,00 mg

ü  L-Valina

 

22,00 mg

ü  N-Acetil-Glucosamina

 

20,00 mg

ü  Ornitina-alfa-Keto-Glutarato

 

20,00 mg

ü  Pancreatina 6x

 

44,00 mg

ü  Bromellina

 

24,00 mg

ü  Papaina

 

24,00 mg

ü  Amilasi

 

16,00 mg

ü  Lipasi

 

12,00 mg

ü  Tripsina (chimotripsina)

 

12,00 mg

ü  Betaina Cloridrato

 

13,00 mg

ü  Citrux Maxima (Pompelmo – semi)

estratto

8,00 mg

ü  Silmarilina (20% in Silibina)

estratto

8,00 mg

       

 Non contiene aggiunte di zucchero, sale, lievito, farina di grano o mais, derivati del latte, conservanti, colori artificiali, dolcificanti o additivi. L’azione sinergica dei singoli componenti presenti nel preparato riduce il fabbisogno di ogni singola sostanza, amplificandone l’azione biologica. In alcuni studi riportati, al fine di ottenere risultati clinici, sono consigliate dosaggi elevati dei singoli principi attivi; il medesimo effetto biologico viene ottenuto grazie alla sinergia dei componenti.

Codice prodotto: NW1522 – Adatto per Vegetariani e Vegan.        Quantità per confezione: 120 compresse.

farmacopea:

Acido Malico: fattore del Ciclo di Kreb’s, importante nel processo di produzione dell’energia corporea. Molti studi suggeriscono una sua efficace azione in caso di fibro-mialgia: in uno studio pilota in doppio cieco, pubblicato sul Journal of Rheumatology, l’utilizzo dell’acido malico, in dosaggi da 1.200 mg giornalieri, si è rivelato più efficace del placebo, nel ridurre il dolore, la dolenzia articolare e la rigidità in persone affette da fibro-mialgia, senza effetti collaterali[1].

Magnesio (Malato e Citrato): gli ioni di calcio e magnesio assumono un ruolo fondamentale nella fisiologia muscolare, favorendo la salute muscolare ed il controllo della contrazione del rilassamento; il ruolo del magnesio è determinante in quanto la sua presenza come cofattore è fondamentale per circa 300 reazioni biochimiche, oltre ad essere un catalizzatore fondamentale, sotto forma di malato e citrato, per le reazioni del Ciclo di Kreb’s. Vari studi hanno evidenziato che i soggetti affetti da fibro-mialgia tendono ad avere basi livelli di magnesio nel sangue.

Calcio Citrato: intermedio del Ciclo di Kreb’s, è in grado di svolgere un’azione importantissima nei processi di contrazione e rilassamento muscolare; i cambiamenti della concentrazione ematica e tessutale degli ioni calcio può essere considerato un cofattore determinante nella genesi della sintomatologia fibromialgica, in quanto esistono studi che mettono in relazione specifica la riduzione dei livelli intracellulari di calcio e magnesio con l’ipertono tipico della fibromialgia, al punto da essere considerato un indicatore diagnostico[2].

Zinco Malato: stimola il rilascio del GHR (ormone della crescita) e si rivela un cofattore essenziale nei processi di sintesi proteica; interviene nei processi di regolazione della contrazione muscolare, oltre a favorire i processi di cicatrizzazione dei tessuti[3].

Glucosamina Solfato: un amino-monosaccaride naturale che entra nella biosintesi delle catene di glicosaminoglicani e fornisce i precursori per la costruzione e la riparazione della cartilagine articolare, dell’osso, dei tendini e dei legamenti. La molecola funziona anche come sorgente di ioni solfato nella sintesi del condroitin-solfato e del keratansolfato. Si tratta quindi di una molecola essenziale per l’equilibrio biologico delle superfici articolari. In effetti, stimolando la sintesi dei glicosaminoglicani e dei proteoglicani della cartilagine la glucosammina solfato è in grado di opporsi alla degenerazione artrosica delle cartilagini stesse svolgendo al contempo un’energica azione antinfiammatoria. Nel corpo la glucosamina si trasforma in proteoglicani che costituiscono i componenti principali del liquido sinoviale e delle superfici articolari. L’integrazione alimentare con glucosammina solfato riduce il dolore e il dolore articolare, facilitando il processo di riparazione, con effetti evidenti entro otto settimane; l’apporto continuo di glucosammina solfato è necessario per mantenere i risultati positivi[4], [5], [6], [7]. Studi clinici in doppio cieco hanno evidenziato non solo una notevole riduzione della sintomatologia, ma anche cambiamenti rilevabili a livello radiologico[8]: purtroppo i miglioramenti tendono a regredire col tempo, una volta interrotta l’assunzione della glucosamina. Il suo utilizzo si è rivelato efficace nei soggetti fibromialgici.

Lecitina (Fosfatidil-Colina): la capacità delle lecitine di emulsionare i grassi e a mobilizzarne i depositi corporei svolge un ruolo primario nel buon funzionamento epatico e cardiaco, oltre cha a migliorare i processi digestivi dei lipidi. La Fosfatidil-Colina è un componente fondamentale delle membrane cellulari.

L-Leucina – L-Valina: amino-acidi ramificati, facilitano il rilascio naturale dell’ormone della crescita; alcuni studi hanno identificato un’azione positiva di questo ormone, nella fibromialgia[9].

N-Acetil-Glucosammina (NAG): si è rivelata in grado di ridurre il dolore articolare, il gonfiore e le limitazioni nel movimento in studi clinici; precursore del tessuto cartilagineo, è in grado di incrementare il processo di riparazione della cartilagine[10]. Studi svolti dal Dott. Braly hanno messo in correlazione la presenza di “Leaky Gut Syndrome” o di abnorme permeabilità della parete intestinale, con conseguente assorbimento di sostanze indigeste ed attivazione di meccanismi autoimmuni che facilitano l’insorgenza di fenomeni infiammatori articolari: la NAG svolge un’azione protettiva sulla parete dei visceri intestinali[11], [12], [13]; svolge un’azione di sostegno per i tessuti intestinali, essendo in grado di favorire i processi di guarigione dei tessuti extra-cellulare che circonda l’intestino. Possiede la caratteristica unica di ridurre i leganti delle lecitine e prevenire il danno di parete intestinale[14]. La tendenza delle proteine del grano, quali la gliadina, di creare una mimicità con antigeni dei tessuti collageni è ridotta alla presenza di questa sostanza, riducendo l’attivazione dei linfociti T e le manifestazioni di tipo autoimmune. In parte questo fenomeno è dovuto all’azione batteriostatica conseguente alla migliorata funzionalità della parete intestinale, associata all’azione di stimolazione della crescita dei bifido-batteri, riducendo l’adesività ed il trofismo per la parete intestinale dei micro-organismi quali Candida Albicans, spesso evidenziati nei soggetti affetti da fibromialgia[15]. È in grado di prevenire il danno cellulare svolto dai parassiti[16] e ridurre l’azione litica delle elastasi secrete dai leucociti, a livello dei tessuti connettivali[17].

Ornitina-alfa-Keto-Glutarato: facilita il rilascio naturale dell’ormone della crescita dalla ghiandola ipofisaria; alcuni studi hanno identificato un’azione positiva di quest’ormone, nella fibromialgia[18]. È uno dei più potenti agenti anti-catabolici mai scoperto fino ad oggi: favorisce i processi che creano energia e prende parte al processo di depurazione dell’ammoniaca (un composto che si genera durante il lavoro muscolare e causa il senso di fatica).

Bromellina: enzima proteolitico derivato dall’ananas (Ananas Comosus), parzialmente assorbito dal corpo, che oltre all’azione digestiva, svolge un’azione antinfiammatoria[19] ed è utile per il trattamento delle lesioni dei tessuti molli, riducendo l’incidenza del danno muscolare[20].

Papaina, Tripsina, Lipasi, Amilasi, Pancreatina: gli enzimi, oltre a migliorare i processi digestivi, svolgono un’azione antinfiammatoria. Le lipasi sembrano in grado di indurre un rilevante miglioramento dello stato generale di benessere, in caso di fibromialgia, riducendo le perdite energetiche[21].

Betaina HCl: uno dei sintomi più frequenti in chi soffre di fibromialgia è la difficoltà digestiva. La betaina è una sorgente naturale di acido idrocloridrico, aiuta la scomposizione e la digestione delle proteine, dei grassi e dei carboidrati a livello gastrico; riduce la colonizzazione batterica, parassitaria e virale dello stomaco. Attraverso la sua azione chimica incrementa l’assorbimento dei sali minerali ed altri nutrienti[22],[23], [24]. L’acido idrocloridrico attiva gli enzimi chimotripsina e tripsina. Esistono associazioni evidenti fra patologie immunitarie e ipocloridria gastrica che fanno sospettare una relazione fra lo sviluppo di allergeni dovuto a cattiva digestione proteica e le patologie autoimmuni. La betaina svolge anche un’azione lipotrofica, prevenendo l’accumulo di sostanze grasse a livello epatico e favorendo i processi di detossificazione[25].

Citrux Maxima: l’estratto di semi di pompelmo è caratterizzato dalla presenza di proantocianidi, potenti antiossidanti in grado di stabilizzare il collagene e favorire il mantenimento dell’elastina, proteine fondamentali per la stabilità dei vasi, dei tessuti connettivi e dei muscoli[26],[27]. Svolgono anche un’azione diretta sui processi infiammatori, agendo sui mediatori chimici dell’infiammazione e il rilassamento della muscolatura liscia[28].

Silmarina (Silibina): la silmarilina è una sostanza in grado di aumentare l’attività del citocromo P450 e dei processi di demetilazione, mentre la silibina è uno scavenger dei radicali liberi ed antiossidante, che stimola l’attività superossido dismutasi e glutatione perossidasi, in grado di inibire la glutatione-S-transferasi, aumentando il contenuto in glutatione a livello cellulare. La silmarina e la silibina manifestano un’indubbia attività epatoprotettiva; i meccanismi d’azione sono più di uno: svolgono un’azione regolatrice sulla permeabilità delle membrane cellulari e aumento della loro stabilità in relazione a lesioni xenobiotiche e, a livello nucleare, aumentano la sintesi di RNA ribosomiale e di proteine, e quindi aumentano la rigenerazione cellulare. Si ritiene possano avere un comportamento di tipo steroideo nei confronti del controllo dell’espressione del DNA. I molti studi sull’effetto della silmarina e della silibina sulle patologie epatiche di varia eziologia hanno dimostrato una chiara influenza positiva; gli studi hanno in particolare mostrato una riduzione degli enzimi epatici e della bilirubina, un aumento della funzionalità, biochimica e morfologia del fegato, un chiaro effetto antinfiammatorio e antiossidante, una regressione delle lesioni epatiche, un aumento della sopravvivenza e una diminuzione della mortalità. In uno studio aperto controllato su 60 pazienti con cirrosi alcolica e diabete insulino-dipendente, la silmarina ha ridotto la perossidazione delle membrane cellulari e la resistenza all’insulina, ha diminuito l’eccessiva produzione d’insulina e ha diminuito il bisogno d’insulina esogena. Vi sono però anche studi che non hanno mostrato particolari differenze con il placebo. La silibina in vitro inibisce la formazione d’acido arachidonico (AA) e dei suoi metaboliti; la silibina, silcristina e sildianina in vitro inibiscono la formazione di prostaglandine e l’attivazione della 5-LOX, mentre la silmarina per os e in applicazione locale esplica un’attività antinfiammatoria in modelli acuti.[29], [30], [31]

 

 

Azioni ed Indicazioni:

  • In presenza di alterazioni articolari e muscolo-scheletriche, associate o meno a fenomeni di tipo fribromialgico.
  • Gestione a lungo termine dei disturbi muscolari e del tessuto connettivale, associati a dolore ed infiammazione.
  • Disturbi tipici della fibromialgia, inclusi affaticamento e disturbi del sonno.

Controindicazioni – Precauzioni – Effetti Collaterali – Interazioni:

  • Alti dosaggi di Glucosamina Fosfato (1.500 mg) possono indurre iperglicemia o stress gastro-intestinale.

Dosaggio:

[1] Russell IJ et al. Treatment of Fibromyalgia syndrome with Super Malic: a randomized, double blind, placebo controlled, crossover pilot study. (J Rheumatol. 1995 May; 22(5): 953-8.

[2] Magaldi M, et al. Changes in intracellular calcium and magnesium ions in the physiopathology of the Fibromyalgia syndrome Minerva Med. 2000 Jul-Aug; 91(7-8): 137-40.

[3] Mindell, E, (RPh, Ph.D.), Earl Mindell’s Vitamin Bible.  New York: Warner Books, 1991:94 .

[4] Drovanti A, et al, “Therapeutic activity of oral glucosamine sulfate in osteoarthritis: A placebo-controlled double blind investigation,”Clin Ther 1980: 3(4): 260-72

[5] D’Ambrosio E, Casa B, Bompani G, et al. Glucosamine sulphate: a controlled clinical investigation in arthrosis. Pharmatherapeutica 1981;2(8):504­8.

[6] Crolle G, DiEste E. Glucosamine sulfate for the management of arthrosis. Curr Ther Res 1980;7:104–9.

[7] Qiu GX, Gao SN, Giacovelli G, et al. Efficacy and safety of glucosamine sulfate versus ibuprofen in patients with knee osteoarthritis. Arzneimittelforschung 1998;48:469–74.

[8] Reginster JY, Deroisy R, Rovati L, et al. Long-term effects of glucosamine sulphate on osteoarthritis progression: a randomised, placebo-controlled clinical trial. Lancet 2001;357:251–6.

[9] Systemic drug treatment for chronic musculoskeletal pain.  Moulin DE. Clin J Pain. 2001 Dec; 17(4 Suppl): S86-93.

[10] Grevenstein J, Michiels I, Arens-Corell M, Stofft E. Cartilage changes in rats induced by papain and the influence of treatment with N-acetylglucosamine. Acta Orthop Belg 1991;57:157–61.

[11] The Burton Goldberg Group, Alternative Medicine, The Definitive Guide, Fife, Washington: Future Medicine Publishing, Inc., 1995:531.

[12] J  Cell Biochem 1994; 56: 225-35

[13] Freed D, Brit Med J April 1999: 318:1023-25

[14] Int. J. Parasitol, 1991; 1-2(8):941-944

[15] Gauhe A. et al., Arch Biochem Biophys 1954; 48:214.

[16] Int J Parasitol. 1991 Dec; 21(8): 941-4.

[17] Clin Exp Rheumatol. 1991 Jan-Feb; 9(1): 17-21.

[18] Pearson, D and Shaw, S. Life Extension.  New York: Warner Books, 1982:289-290.

[19] Izaka K, Yamada M, Kawano T, Suyama T. Gastrointestinal absorption and anti-inflammatory effect of bromelain. Jpn J Pharmacol 1972;22:519-34.

[20] Med. Sci. Sports Ex.  1992; 24:20-5.

[21] Arch Dis Child 1993 68(2):227-30.

[22] Murray MJ, Stein N. A gastric factor promoting iron absorption. Lancet 1968;1:614.

[23] Russell RM et al. Correction of impaired folic acid (Pte Glu) absorption by orally administered HCl in subjects with gastric atrophy. Am J Clin Nutr 1984;39:656.

[24] Ivanovich P et al. The absorption of calcium carbonate. Ann Intern Med 1967;66:917.

[25] Gormley, James J. “Healthful weight loss includes L-carnitine, chromium, and lipotropics.” Better Nutrition 58, no. 5: 40-41.

[26] Maffei, F, et al, “Free radical scavenging action and anti-enzyme activities of proanthocyanidins from vitis vinifera. A mechanism for their capillary protective action,” Arzn Forsch 1994; 44:592-601

[27] Merck Index, 11th ed. 1989, Merck and Co. Inc., Rahway, NJ p.1243; Murray M. Enc of Nat Med. Prima Publ. Rocklin, CA 1991 p.330.

[28] Murray M. Enc of Nat Med. Prima Publ. Rocklin, CA 1991 p.298.

[29] Lininger et al, 1992:290-1

[30] Alarcon de la Lastra C et al, Planta Medica 1995(61): 116-9

[31] Sonnenbichler J et al, Proceed of the Internat Bioflav Symp (Munich, Frg) 1981

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