noxa

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definizione

Latinismo utilizzato per descrivere sia il danno o l’offesa subita, sia l’azione che la provoca, sia il processo di deterioramento: derivato da nocēre (→ nuocere, creare una lesione), indica un evento, un’azione o un elemento in grado di nuocere o, più spesso, il danno che ne consegue; è un lemma interessante per la possibilità di descrivere sia l’evoluzione della perdita dell’integrità, sia l’effetto risultante, ovvero la diminuzione più o meno grave ed evidente dell’efficienza del sistema. 

L’origine latina del termine ci disvela un aspetto interessante: la noxa, il cui plurale è noxæ, contiene in sé non solo il significato di danno, ma anche quello di delitto e di punizione, come se i tre aspetti fossero intrinsecamente legati; ogni volta siamo inadempienti verso noi stessi, che ci manchiamo di rispetto, che permettiamo al contesto in cui viviamo di crearci un danno, commettiamo un delitto contro il nostro ben-essere ed apriamo la porta alla inevitabile perdita della nostra integrità energetica.

In medicina o nello studio delle dinamiche associate allo stress e delle conseguenze somato-emozionali che ne dipendono, viene utilizzato per descrivere non solo un agente patogeno ma qualunque situazione potenzialmente nociva, come, ad esempio, eventi che si rivelano controproducenti o turbamenti responsabili degli squilibri psico-fisici, traumi, elementi lesivi o sostanze tossiche: in ambito biochimico può essere considerato un elemento in grado di provocare un danno, come, ad esempio, radicali liberi, R.O.S., tossine, veleni o qualunque sostanza potenzialmente in grado di avere effetti deleteri sui processi metabolici o sull’intero organismo.

considerazioni

La noxa può essere considerata come l’elemento causale di un processo patologico, oppure un cofattore eziologico, un catalizzatore  od una spina irritativa, che funge da attivatore o da fattore scatenante di una cascata di eventi che portano all’incapienza delle capacità allostatiche soggettive: l’elemento che fa emergere o accelera l’instabilità o la disfunzionalità del sistema corporeo, innescando sequenze di avvenimenti e fatti che si replicano e amplificano reciprocamente, coinvolgendo gli aspetti fisici, biochimici, emozionali e spirituali dell’individuo.

La sommatoria fra le differenti noxae, che spesso si integrano e amplificano reciprocamente, è l’elemento che genera e diviene la radice del dis-stress, cioè della perdita dell’equilibrio e del benessere individuale, con conseguenti disfunzioni che esprimono l’eccessiva o l’insufficiente attivazione dei meccanismi di adattamento e stabilizzazione dell’organismo: la necessaria premessa all’insorgenza della progressività morbosa.

Per definizione, un noxa è capace di indurre un effetto patologico quantificabile e rapportabile ad un “danno” morfo-funzionale; in realtà, perché si riveli deleterio, l’impatto negativo deve superare la soglia di tolleranza dell’organismo: perché ciò accada, spesso, deve essere presente una costellazione di concause. L’assenza di fattori predisponenti, che preparano il terreno, la refrattarietà o la resistenza all’azione della noxa posseggono la capacità di ridurre l’impatto dello stressor; viceversa una sensibilità nei confronti dell’agente dannoso o l’azione sinergica di differenti agenti stressanti indeboliscono l’organismo: la poliedricità causale e la multifattorialità sono la chiave del processo dis-funzionale, che favoriscono lo svilupparsi della patologia.

Frequentemente la capienza e la resilienza del sistema corporeo sono in grado annullare lo squilibrio indotto dal potenziale “danno”: esiste una sorta di isteresi elastica, intrinseca all’organismo, capace di ammortizzare ed inertizzare gli effetti degli stressor

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