soglia

etimologia – significato

Il limite minimo che un determinato agente o una determinata grandezza deve raggiungere perché si determini un certo fenomeno: spesso si utilizza anche la locuzione valore (di) soglia.

Ancora una volta l’etimologia ci aiuta, visivamente, a comprendere il significato: il termine latino sŏlea (→ pianta del piede; suola), veniva utilizzato anche per indicare la lastra di pietra, striscia di legno che unisce al livello del pavimento gli stipiti di una porta o di altri vani d’ingresso; la pianta del piede, per entrare nella casa, deve superare il limen (confine), da cui superare un limite, un ingresso.

fisiologia – fisiopatologia

Il termine soglia, nell’ambito di queste discipline serve ad indicare valori di riferimento o set-point omeostatici:  si parla di soglia di eccitabilità per descrivere l’intensità minima che uno stimolo (tattile, termico, gustativo) deve raggiungere per produrre un eccitamento. Ugualmente è di uso comune parlare di soglia della percezione olfattiva per descrivere l’intensità di odori o profumi percepibili oppure di soglia di udibilità ovvero l’intensità energetica minima che un suono deve avere per produrre una sensazione acustica. Alla presenza di stimoli subliminali, non esiste percezione.

Altro uso comune di questo lemma è quando si parla della “soglia del dolore” intendendo la capacità di sopportazione, da parte dell’organismo, di uno sollecitazione: oltre il valore soglia, la sensazioni percettiva è sostituita da sensazioni dolorose: non solo esiste una significativa variabilità individuale nella gestione del dolore ma, in presenza di fenomeni quali iperestesia, disestesia, parestesia o alliestesia, le alterazioni percettive possono essere responsabili di manifestazioni di iperalgesia o allodinia che modificano sensibilmente tale “soglia”.

Il valore minimo di concentrazione ematica che determinate sostanze (tipicamente il glucosio) devono raggiungere per superare la barriera renale ed essere eliminate con le urine viene definito soglia di eliminazione renale; tale valore è soggetto a notevoli variazioni a seconda dei diversi individui, dell’età, delle condizioni del rene.

Nel linguaggio sportivo si parla spesso di soglia anaerobica, che dovrebbe rappresentare una stima della capacità di sostenere un esercizio prolungato: il suo valore indica la massima intensità di esercizio corrispondente ad un livello costante nella concentrazione ematica di lattato (acido lattico); rappresenta il punto di attivazione massiccia del meccanismo anaerobico, cioè quel punto di demarcazione fra esercizio moderato ed intenso: oltre questo punto la produzione di anidride carbonica (CO2), la ventilazione (atti respiratori al minuto), ed il livello di acido lattico prodotto crescono rapidamente.

psicologia

Lo psicologo J. F. Herbart ha introdotto nell’ambito della psicologia sperimentale la locuzione bewusstseinschwelle (soglia di consapevolezza) per designare la quantità minima di eccitazione necessaria per produrre una percezione; tale quantità è più esattamente chiamata soglia assoluta della coscienza, mentre col termine di soglia differenziale si indica la più piccola differenza, nella grandezza dell’eccitazione, sufficiente a provocare due percezioni distinte.

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