nootropo

definizione

Concetto coniato nel 1972 dal Dr. E. Corneliu Giurgea, (che per primo sintetizzò il farmaco piracetam) per descrivere sostanze dotate della possibilità di alterare positivamente le capacità cognitive, migliorando la memoria, l’apprendimento, la motivazione, la creatività e le capacità cognitive o che migliora l’apprendimento e la memoria, ma privo delle caratteristiche secondarie farmacologiche degli agenti psicotropi (ad esempio la sedazione, la stimolazione motoria, l’eccitazione nervosa …) e con pochissimi effetti collaterali e/o tossicità estremamente limitata; dal greco νόος (noos → mente) e τροπέω (tropeō → per attivare).

nutrizione per il cervello

Nel linguaggio medico, per sostanza nootropa si intende un farmaco od una sostanza biologicamente attiva che miri a migliorare il trofismo delle cellule cerebrali attivando l’ossigenazione, l’irrorazione sanguigna e il metabolismo energetico cellulare e, di conseguenza, le funzioni intellettive.

Il termine utilizzato anche per le cosiddette “smart drugs” (farmaci intelligenti) e/o “smart nutrients”, ovvero quelle sono sostanze che si ritiene possano aumentare le capacità cognitive dell’essere umano (abilità e funzionalità del cervello): in genere il meccanismo d’azione di queste sostanze è basato sul rilascio di agenti neurochimici (neurotrasmettitori, enzimi e ormoni), che migliorano l’apporto di ossigeno al cervello o stimolano la crescita nervosa.

Una sostanza nootropa offre supporto alla produzione dei neurotrasmettitori fornendo al corpo i precursori e i cofattori di cui ha bisogno: portare ad alti livelli la presenza di neurotrasmettitori nel cervello migliora concentrazione, abilità di calcolo, memoria, creatività, umore e previene o in alcuni casi cura, la depressione; solitamente, i preparati nootropici mirano ad incrementare, in particolare, i quattro neurotrasmettitori principali, cioè acetilcolina, dopamina, norepinefrina e serotonina.

Molte delle presunte sostanze nootrope sono alimenti o parti di piante (erbe, radici, fagioli, cortecce …), utilizzati come complementi nutrizionali; in altri casi si tratta di medicinali usati per curare persone affette da difficoltà di apprendimento, malattie degenerative (Alzheimer, Parkinson), ed i casi di deficit di ossigeno in modo da prevenire condizioni patologiche come l’ipossia.

Con certi nootropi gli effetti sono lievi e graduali, come con gli induttori della crescita nervosa, e possono impiegare settimane o mesi prima di dare gli effetti desiderati a chi li utilizza; all’opposto ci sono nootropi ad effetto profondo ed immediato: è comunque da considerare che mentre gli studi scientifici supportano alcuni di questi presunti benefici, è noto che buona parte degli effetti attribuiti ai nootropi non sono ancora stati testati formalmente.

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