colecalciferolo

definizione

Chiamato anche vitamina D3, una delle vitamine del gruppo D, è una molecola ad azione vitaminica strutturalmente considerabile fra gli steroidi, con affinità strutturali con il testosterone, il colesterolo e il cortisolo; svolge un ruolo cruciale per il controllo del metabolismo del calcio insieme con altri due ormoni, il paratormone e la calcitonina: è in grado di stimolare l’assorbimento del calcio a livello gastro-intestinale.

meccanismo d’azione

Il colecalciferolo è uno steroide derivato dal 7 de-idro-colesterolo in seguito all’esposizione a radiazioni ultraviolette, precursore della forma biologicamente attiva della vitamina D nota come calcitriolo: una volta opportunamente legato in circolo a specifiche proteine plasmatiche, raggiunge prima il fegato per una prima idrossilazione e successivamente il rene, dove viene convertito in 1, 25 di-idrossi colecalciferolo, venendo attivato e reso funzionalmente attivo; la vitamina così idrossilata può agire su vari tessuti attraverso specifici recettori nucleari regolando finemente il metabolismo calcio-fosforo e più precisamente incrementando il riassorbimento renale e l’assorbimento intestinale di questi elementi. Una grave carenza di questa vitamina provoca rachitismo nel bambino .

ulteriori proprietà

La natura steroidea di questa vitamina e la capacità di regolare l’espressione genica rendono le proprietà terapeutiche di questa vitamina paragonabili a quelle di alcuni fattori di crescita; una carenza di colecalciferolo può anche interferire con la corretta produzione di testosterone ed estrogeni.

La sua presenza è assolutamente essenziale per la salute delle ossa: uno dei più gravi sintomi di carenza di questa vitamina nei bambini è il rachitismo mentre nell’adulto si osserva osteomalacia, condizioni caratterizzate da una fragilità ed indebolimento delle ossa. Uno dei modi principali in cui la vitamina D aumenta la resistenza ossea è promuovendo l’assorbimento del calcio e regolando il metabolismo del fosforo, entrambi essenziali per il mantenimento dell’integrità scheletrica per la salute del tessuto osseo.

Uno dei benefici del colecalciferolo è la sua capacità di sostenere e rinforzare il sistema immunitario proteggendo dalle infezioni: non solo una carenza di questa importante vitamina può rallentare la guarigione di ferite ed incrementare il rischio di infezioni, ma svolge un ruolo nella funzione delle cellule immunitarie nell’organismo, in particolare svolgendo un’azione protettiva nei confronti delle infezioni del tratto respiratorio. Sebbene non sia stato ancora chiarito completamente il suo ruolo, grazie alla sua azione immuno stimolante la vitamina D3 sembra in grado di influenzare diversi aspetti dello sviluppo nella crescita del tumore e la morte cellulare: una sua carenza incrementa il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumori (al colon-retto, prostata, tumore al seno, alle ovaie, reni e allo stomaco).

Alte dosi di vitamina D3 sono in grado di migliorare la sensibilità all’insulina in pazienti con alterata glicemia a digiuno, ritardando così la progressione di patologie metaboliche gravi come il diabete; esiste una relazione fra i livelli corporei di questa vitamina ed il sovrappeso: alcuni studi evidenziano che l’integrazione alimentare con colecalciferolo accelera e stabilizza la perdita di peso e aumenta la combustione dei grassi. L’assunzione di colecalciferolo in soggetti sottoposti ad emodialisi si è rivelata particolarmente utile nel ridurre alcuni fattori promuoventi l’aterosclerosi come l’espressione di molecole di adesione vascolare e di citochine pro-infiammatorie.

Svolgendo un’azione ormonale all’interno del nostro corpo, possiede la peculiarità di influenzare le funzione cerebrale e migliora il tono dell’umore agendo come una smart drug: ridotte concentrazioni di colecalciferolo sono associati ad un incremento nelle manifestazioni come ansia, depressione, sbalzi d’umore, insonnia ed altre alterazioni del tono dell’umore;  alcuni studi dimostrano che la vitamina D3 potrebbe essere utile per sostenere la salute mentale, agendo come nootropo, esistendo una relazione fra ipovitaminosi e compromissione delle prestazioni cognitive negli anziani, oltre a svolgere un ruolo nel morbo di Alzheimer, nella schizofrenia o nel disturbo bipolare.

 

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